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Commenta per primo! Electrolux taglia 1000 posti in Europa
Electrolux taglia mille colletti bianchi. La decisione riguarderà tutte le sedi produttive europee e anche italiane. Secondo i sindacati sono circa 200 i posti a rischio negli stabilimenti di Susegana, Solaro, Porcia e Forlì. Nel quartier generale del colosso degli elettrodomestici di Stoccolma è di nuovo emergenza, a sei anni dal primo pesante piano di ristrutturazione in Europa. Il mercato degli elettrodomestici ha subito l’impatto del crollo dei consumi e dell’aumento di prezzo delle materie prime: in Europa le vendite sono calate e di conseguenza anche la produzione. Electrolux si prepara così ad affrontare il 2012conunpiano di riassetto anti-crisi a base di taglio dei costi e rafforzamento della posizione competitiva. L’obiettivo è anche quello di riconvertire il gruppo sui i mercati emergenti dove non si escludono possibili acquisizioni. Il gruppo peraltro ha presentato risultati positivi nel quarto trimestre 2011, annunciando un Ebitda superiore alle attese di 1,44 miliardi di corone, anche se in calo rispetto agli 1,7 miliardi del 2010. Il nuovo amministratore delegato Keit McLoghl, presentando i risultati, non ha però nascosto forte preoccupazione per il crollo dei consumi e la recessione in Europa e in Italia. La speranza è che la ripresa arrivi dagli Stati Uniti ma il quadro generale dell’economia resta critico nel Vecchio Continente. A Stoccolma ci si attende che la ripresa sui mercati maturi non arriverà prima della fine del 2012. «In Usa -ha detto l’ad- ci potrà essere un certo grado di miglioramento grazie alla modesta crescita del settore residenziale». Per i sindacati italiani è già allarme dopo gli oltre 800 esuberi operai già definiti a marzo 2011, con un accordo ministeriale di durata biennale, che ha interessato gli stabilimenti di Porcia, Susegana e Forli. La Fiom chiede l’intervento immediato del governo «per frenare lo stilicidio di tagli occupazionali che favoriscono solo l’accelerazione dell’abbandono del nostro paese da parte della multinazionale svedese», afferma Augustin Breda, dirigente nazionale Cgil. «Ci attendiamo garanzie sul futuro impegno della multinazionale in Italia, le cui certezze iniziano a scricchiolare. Vogliamo che vengano smentite le notizie poco rassicuranti circa la permanenza, nel lungo periodo, della produzione in Italia», sostiene il segretario regionale della FimCisl, Cristiano Pizzo. Un pericolo reale quello di una delocalizzazione di Electrolux dall’Italia? Dal 2000 l’Italia non è più il centro produttivo privilegiato dell’industria del bianco. Lo spostamento delle attività produttive verso Est in soli quattro anni ha provocato la perdita di circa 30 mila posti di lavoro con un drastico calo di redditività . Sembra passato un secolo dal lontano 1970 quando la produzione di frigoriferi e lavatrici nel nostro Paese arrivava a 10 milioni di pezzi, che oggi valgono il 53%del mercato europeo e per il nostro Paese la seconda piazza tra i produttori mondiali con marchi forti come Zanussi, poi confluito sotto il controllo della casa madre svedese. Sempre a livello di settore, secondounarecente indagine de L’Inkiesta, il numero di frigoriferi fabbricati in Italia è crollato a poco più di 2 milioni di pezzi nel 2010, mentre sui prodotti del lavaggio (lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie) il calo è stato del 30%.