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Commenta per primo! Accuse all’Annunziata «Sui gay parole indegne» E lei: «Era un paradosso»
Voleva fare un paragone che colpisse. «Difenderei Celentano anche se dicesse che bisogna mandare i gay nei campi di sterminio» ha detto perciò Lucia Annunziata a Michele Santoro durante Servizio Pubblico. E non c’è dubbio che l’iperbole ha colpito nel segno. Però in negativo. Facendo insorgere le associazioni a difesa dei diritti degli omosessuali. «Parole inqualificabili e indegne di una professionista della comunicazione» per il circolo Mario Mieli. «La informiamo che i gay, come gli ebrei, i rom, i sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova ci sono stati mandati davvero, dai nazisti». La Annunziata è sorpresa ma mortificata e chiede scusa: «Faccio tranquillamente mea culpa, anche se la mia frase era chiaramente paradossale. Non sono stata capita ma è evidente che ho sbagliato io». In studio si discuteva delle criticate prediche di Adriano Celentano dal palco di Sanremo e delle sue invettive contro i giornali cattolici e la stampa in generale, reiterate nel video per Santoro. «La libertà di espressione non si tocca, però, nel caso in questione, mi dissociavo dal contenuto. E ho usato di proposito l’esempio estremo ed oltraggioso della ferocia anti-gay per rendere più chiara la contraddizione tra diritto di dire ciò che si vuole e il merito delle opinioni che si esprimono». Il paragone si è ritorto contro di lei. Per Equality Italia «la Annunziata ha accreditato l’incitamento all’odio come libertà di opinione». Paolo Patanè, presidente di Arcigay la accusa di mancanza di sensibilità . «Sono certa che abbia usato in buona fede un’espressione iperbolica» dice invece Imma Battaglia di Gay Project. «Perdono quindi la citazione infelice. Ritengo però che sarebbero gradite pubbliche scuse». E così è stato. «Forse sono stata poco sensibile, ma il mio scopo era proprio sostenere che non si può dire tutto in televisione». Per chiarirsi ancora meglio dedicherà la prossima puntata di «In 1/2 ora», il 4 marzo, anche al tema dell’odio anti-gay.