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Pensioni: bocciata la proposta di Matteo Renzi, meglio ridurre le tasse

ROMA – La proposta di Matteo Renzi, aggiungere 80 euro alle pensioni minime, non sembra riscuotere successo né tra i sindacati né tanto meno tra i politici.

Proprio nel corso di queste ultime ore Giuliano Poletti, attuale ministro del lavoro, ha infatti affermato che, sebbene l’idea possa essere valida da un punto di vista umano e teorico, bisognerebbe tenere sempre presente la necessità di assicurare un equilibrio ai traballanti bilanci finanziari dello stato italiano. Per questo motivo quindi, ha poi lasciato intendere Giuliano Poletti, è forse meglio rimandare il tutto alla successiva legge di stabilità.

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Dal parere del ministro non si discosta molto nemmeno Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del consiglio, il quale ha dichiarato che gli 80 euro da aggiungere alle pensioni minime non sono, allo stato attuale delle cose, una priorità: il provvedimento proposto da Matteo Renzi, se mai sarà approvato, potrà trovare applicazione anche tra qualche anno, si spera entro il 2018.

Enrico Zanetti invece ha parlato di populismo di governo a cui sarebbe forse più utile sostituire provvedimenti quali il ridimensionamento delle tasse. Più o meno le stesse sono state infine le parole di Susanna Camusso.

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