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Giulio Regeni: Italia ed Egitto ad un bivio, convivenza impossibile

ROMA – Nessuna soluzione per il caso Regeni: la procura di Roma ha infatti prodotto in queste ultime ore un comunicato (non congiunto) dove si sancisce ufficialmente la fine di ogni forma di collaborazione tra la magistratura italiana e quella egiziana.

La condotta italiana però sembrerebbe aver in qualche modo disturbato gli egiziani che attendono il ritorno in patria dei loro emissari per poter avere elementi in più per valutare la situazione. Il mancato accordo tra la magistratura egiziana e quella italiana dipenderebbe dal controllo dei dati relativi alle celle telefoniche agganciate dal povero Giulio Regeni e dalle persone a lui vicine (compresi i sospettati): l’Egitto, seppure da mesi in possesso di questi dati, nega agli investigatori italiani di poterli utilizzare.

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Ad indisporre la nostra intelligence invece è bastato il miraggio di un grosso dossier sul caso tradottosi poi in poche pagine di ricostruzioni e supposizioni scarsamente attendibili nonché in tabulati telefonici del tutto inutili. A peggiorare la situazione ha infine contribuito la convinzione tutta egiziana che la morte di Giulio Regeni sia uno sfortunato incidente: il ricercatore italiano infatti sarebbe stato vittima di una banda di ladri.

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