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Sfruttando le onde elettriche del pensiero Ian Burkhart recupera l’uso delle mani.

Il giovane Ian Burkhart subì un grave incidente nel 2010. Rimase parzialmente paralizzato in seguito ad un forte trauma riportato mentre nuotava in acque basse e venne travolto da un’onda. Da allora, a causa di una lesione al midollo spinale, i suoi arti rimasero parzialmente paralizzati: non riuscì più a muovere le mani conservando solo un parziale uso delle braccia. L’evoluzione della tecnologia e delle neuroscienze hanno consentito a Ian Burkhart di sottoporsi ad uno straordinario esperimento. Un gruppo di scienziati della città di Columbus in Ohio è riuscita a sfruttare le onde elettriche generate dai pensieri del cervello, quindi un microchip installato nella testa di Ian riesce a rilevare tali onde e a trasferirle ai muscoli della mano bypassando di fatto il midollo spinale lesionato del giovane uomo.

Il gruppo di scienziati che lavoravano insieme alla Ohio State University coordinati da Ali Rezai, Chad Bouton e Nick Annetta hanno realizzato l’esperimento su Ian Burkhart e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature.com

In precedenza esperimenti simili erano stati compiuti allo scopo di muovere degli arti meccanici ma questa è la prima volta che il sistema è volto a recuperare l’uso degli arti dello stesso paziente.

Per attivare il sistema e quindi generare le onde elettriche è sufficiente che Ian pensi di muovere il suo arto e a questo punto il microchip impiantato trasmetterà gli impulsi che gli permetteranno di trasformare il pensiero in movimento, esattamente come accade in un soggetto sano.

I numerosi esercizi svolti hanno consentito al cervello di Ian di riadattarsi alla nuova condizione e di coordinare sempre meglio gli impulsi producendo movimenti sempre più decisi e definiti tanto da consentirgli di “giocare” con il video gioco “Guitar Hero” nel quale occorre appunto coordinare i movimenti delle dita per interagire con una sorta di chitarra e produrre della musica.

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