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All’Italia lo sgradito primato Europeo della resistenza batterica agli antibiotici, ricerca IRCCS

Il gruppo dei ricercatori della IRCSS Ospedale San Raffaele di Milano hanno preso in esame il tumore del sangue più diffuso in tutto e il mondo e dopo tante ricerche ed analisi ecco cosa hanno scoperto: Un’analisi sanitaria svolta in tutta Europa mette in luce qual è l’andamento delle possibilità terapeutiche antibatteriche nei vari Paesi. La maglia nera spetta, purtroppo, al nostro Paese, l’Italia ; forse non tutti sanno che i batteri hanno la capacità di riconoscere le sostanze che li danneggiano e imparano a neutralizzarle, a diventare resistenti, come se creassero uno scudo intorno a loro che rendono inoffensive le armi che usiamo contro di loro.

Il fenomeno è conosciuto come “resistenza batterica”. Quando usiamo un antibiotico, questo uccide i batteri verso i quali è stata testata la sua efficacia ma se non riesce a uccidere tutti i batteri contro i quali combatte, quelli residui sviluppano delle difese che li rendono resistenti.

Questo accade, ad esempio, quando si assumono antibiotici a dosi troppo basse o per un tempo troppo limitato. Moltissime persone smettono di assumere l’antibiotico quando si sentono meglio, prima del dovuto o lo assumono quando proprio non è necessario, spesso complici i medici che li prescrivono con eccessiva leggerezza.

Evidentemente, e la ricerca lo conferma, in Italia usiamo male o troppo queste armi. Il risultato è che infezioni batteriche che dovrebbero essere facilmente curabili, diventano complicate e provocano grossi problemi ai medici e a noi stessi.

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