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Checco Zalone Show: “Salverò le pizzerie con i miei incassi”

«Ma avete visto qui fuori? Che umiliazione, pensavo che erano qui per me, ho visto ragazzine con scritto Hunger e pensavo che mi avevano uscito un soprannome nuovo…». Anche Checco Zalone, protagonista di un incontro con il pubblico al Festival di Roma, è stato travolto—suo malgrado— dall’Hunger Games mania che ieri ha colpito la Capitale. Merito (o colpa, fate voi) dell’arrivo della splendida Jennifer Lawrence e dei suoi bei colleghi (Liam Hemsworth e Josh Hutcherson) per presentare La ragazza di fuoco, secondo capitolo della saga tratta dai libri di Suzanne Collins. Decine di ragazzini si erano accampati all’Auditorium già mercoledì notte e ieri mattina, quando gli uomini della sicurezza hanno aperto i cancelli per il tappeto rosso, si è sfiorata anche la rissa. Alle sei di sera migliaia di adolescenti urlanti, prevalentemente femmine, erano pronti a tutto per vedere da vicino la passerella di Jennifer: tra malori e una distesa di flash, il premio Oscar per Il lato positivo, capelli corti e biondi ed elegantissimo abito bianco, è generosa di sorrisi e saluti, ma le viene drasticamente proibito di firmare autografi per non rischiare incidenti. La Lawrence, nonostante il successo mondiale, sembra davvero essere ancora una 23enne del Kentucky. Scherza con gli altri attori, parla di sé smorzando sistematicamente i toni: «Katniss, il mio personaggio, in questo film viene portata in tour come vincitrice degli Hunger Games. È un po’ quello che sta succedendo a me: io rispetto a lei non ho fatto niente, ma come Katniss mi accorgo che la gente mi guarda in modo diverso, mentre mi sento sempre la stessa». E sui ragazzi che impazziscono per lei dice: «I giovani oggi sono impauriti, hanno bisogno di eroi simili a loro, come Katniss». Jennifer sa di essere un modello e lancia un messaggio: «Dobbiamo cambiare il modo di concepire la bellezza, non ne posso più delle diete!». Checco Show Se il primo Hunger Games ha guadagnato 686 milioni di dollari nel mondo, in Italia stiamo assistendo ad un altro fenomeno di incassi: Sole a Catinelle di Zalone è già arrivato a 37 milioni di euro e secondo il produttore Valsecchi «si va verso i 5560 ». I record di Checco sono noti a tutti, tanto che quando passeggia sul tappeto rosso gli cantano «O Zalone prestace un milione». «Guardate che a me vanno 1700 euro», scherza Checco, che regala al pubblico pagante in sala («Quanto avete speso? Otto euro? Ma allora chi c… se ne frega, pensavo di più!») uno show esilarante di un’ora in cui suona, canta (da Gli Uominisessuali alla strepitosa Maremoto a Porto Cervo), imita e parla un po’ di sé: «Non ho accettato gli inviti di Santoro e Vespa perché troppa visibilità stanca. La mattina mi guardo allo specchio e mi dico: “Pure qua stai?”. Per un paio d’anni voglio ritirarmi a Capurso, il mio paese, ho già chiamato Mina… Mi riposo, sto con mia figlia e penso». Poi racconta: «Per scrivere sta cag… di 83 minuti ci abbiamo messo due anni, con momenti difficili in cui abbiamo pensato di mollare tutto. Invece abbiamo fatto incassi incredibili. Sono contento perché mi hanno detto che con me guadagna anche la pizzeria accanto alla sala, Forse non faccio bene al cinema «vero », come dicono i critici, ma faccio bene alle pizzerie».

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