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Comune: Imu si rischia un buco da 110milioni

Prosegue a Palazzo Marino la maratona per approvare il bilancio di previsione 2013 con la grandissima incognita dell’Imu. Milano infatti potrebbe ritrovarsi con un buco da 110 milioni di euro ed il rischio è che saltino i servizi ai cittadini. Oggi l’assessore al Bilancio, Francesca Balzani, volerà nuovamente a Roma per un incontro all’ufficio di presidenza dell’Anci. Sul tavolo tanti temi, ma uno assolutamente prioritario per i Comuni: la necessità di avere certezze sui rimborsi dell’imposta sugli immobili. Il bilancio di Milano poggia per 110 milioni di euro sull’aumento dell’aliquota per l’abitazione principale dal 4 al 6 per mille e se le compensazioni statali non dovessero tenerne conto quei soldi andranno trovati in altro modo. Come? E’ questa la domanda che in queste ore toglie il sonno all’assessore Balzani, al sindaco Giuliano Pisapia e a tutta la giunta. In attesa di ottenere certezze da Roma ad essere in debito di sonno sono anche i consiglieri comunali. Ieri in consiglio comunale si è cercato per tutto il giorno un accordo con l’opposizione sul tesoretto che servirà a ridurre il peso degli aumenti Atm. Sul tavolo fino a ieri sera, a complicare le cose, ancora 200 emendamenti dell’opposizione. Il dibattito sul «tesoretto» però ha tenuto banco dentro e fuori l’aula. «Sono 5,2 milioni di euro – ha spiegato il capogruppo del Pd, Lamberto Bertolè – destinati al contributo per gli abbonamenti annuali per gli anziani, al sostegno al reddito delle famiglie e degli anziani e all’inserimento lavorativo». Anche Forza Italia ha presentato un emendamento gemello. Ma lo scontro ieri si è consumato soprattutto con la Lega. , firmataria di quasi tutti gli emendamenti dell’opposizione. «Vogliamo l’ammissione dell’incapacità politica della maggioranza», ha attaccato il lumbard Alessandro Morelli. «Chiediamo che qualcuno si alzi e dica che è stato un errore della giunta aumentare gli abbonamenti due mesi fa», rincara il collega Luca Lepore. Nel bel mezzo delle trattative per trovare un accordo in grado di far cadere gli emendamenti, per poter arrivare oggi al voto sul bilancio, evitando prove muscolari notturne, ha rischiato di venir meno il quorum. Al voto su un altro emendamento dell’opposizione il numero legale è stato infatti garantito dal rientro in aula di Mattia Calise del Movimento Cinque Stelle, in minoranza. Intanto il consigliere del Pd, Marco Cormio, ha presentato un ordine del giorno che impegna «ad approvare il bilancio 2014 entro e non oltre il prossimo mese di marzo». «Votare il bilancio così tardi causa molte difficoltà – ha spiegato – ed è quasi impossibile contribuire alla discussione con proposte ed indirizzi programmatici».

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