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Diritto all’oblio Google sono tante le richieste respinte

Google e il diritto all’oblio, ovvero il diritto ad essere cancellati definitivamente dal motore di ricerca più grande del web.

La tutela della privacy ormai da anni è un argomento divenuto ormai importantissimo, come da ultime disposizioni, da maggio proprio Google aveva messo a disposizione un modulo creato appositamente per inviare una richiesta di rimozione delle proprie pagine web.

Dal 30 maggio, giorno in cui è stato pubblicato il modulo apposito da parte di Google, l’azienda si è adoperata per permettere agli utenti il cosiddetto diritto all’oblio, le richieste sono salite fino all’inverosimile.

Tutte le richieste esaminate da Google sono delle più disparate, se n’è parlato tanto in rete e proprio Google mediamente respinge circa il 50% delle richieste effettuate dagli utenti, anche gli altri motori Microsoft e Yahoo devono attenersi alle disposizioni del Garante.

Il diritto all’oblio e la tutela della privacy sono pilastri fondamentali per il web, ma da quando è venuta fuori la possibilità di cancellare i link e le pagine memorizzate nella storia del motore di ricerca, è nata anche la discussione sulla libertà e il diritto all’informazione, un filo sottilissimo tra informazione e privacy, un filo sottile che si può dire nato da quando è nata la democrazia.

 

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