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Flop dei pm: Serenissimi a casa per Pasqua

Il tribunale del Riesame di Brescia ha disposto la scarcerazione di 11 dei 19 indipendentisti veneti che ancora si trovavano dietro le sbarre dopo gli arresti del 2 aprile. Tra le persone uscite di celle c’è Franco Rocchetta. L’ex sottosegretario e padre della Liga Veneta è uscito dal penitenziario trevigiano di Santa Bona nel primo pomeriggio. Ad attenderlo la moglie, un gruppetto di amici, telecamere e fotografi. «Par tera, par mar, San Marco!». Non appena Rocchetta siè lasciato alle spalle il cancello della casa circondariale, è stato accolto dal grido dei venetisti. «Sono vittima dello Stato coloniale italiano» ha detto, con la bandiera della Serenissima sulle spalle. A proposito del «tanko» ha riferito che, per quel che ne sa lui, «sarebbe stato utilizzato simbolicamente per abbattere i monumenti che offendono e infangano le nostre piazze e le scuole, spesso intitolate a re massacratori o al mercenario sanguinario Garibaldi». Il tribunale di Brescia ha dichiarato la propria incompatibilità territoriale in favore di quello di Padova (la ruspa cingolata è stata assemblata a Casale di Scodosia, nel capoluogo euganeo). L’avvocato di Rocchetta,Fabio Pinelli, ha precisato che è «stato depositato il dispositivo dell’ordinanza, non le motivazioni. Però »,ha aggiunto «si evince in modo incontrovertibile che è completamente venuta a mancare l’ipotesi dell’esistenza di un’associazione eversiva a fini terroristici. È rimasta in piedi la fabbricazione e la detenzione dell’arma, ossia il “tanko”, e chi è ritenuto gravemente indiziato del reato è stato sottoposto ai domiciliari». È uscito anche Lucio Chiavegato, il leader dei forconi veneti.Per protestare contro il blitz dei carabinieri non mangiava da 17 giorni. «È stato stoico»ha commentato il suo legale, Luca Pavanetto. Fuori pure Roberto Bernardelli, Giancarlo Orini, Riccardo Lovato, Roberto Abeni e Corrado Manessi. Tiziano Lanza, Corrado Turco, Stefano Ferrari e Michele Cattaneo sono passati dal carcere ai domiciliari. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini,ha parlato di «vergogna per i giorni di galera fatti a causa di un’idea. Questo è solo l’inizio di un percorso in cui lo Stato dovrà scusarsi per aver messo dietro le sbarre dei cittadini solo per le loro opinioni». Secondo Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, «si sta confermando la forza spropositata usata in questa vicenda, un trattamento e un attenzione che vengono dedicati soltanto ai peggiori delinquenti. Speriamo che ora torni il sereno in queste famiglie». Durissimo Gianluca Busato, leaderdi plebiscito.eu e promotore del referendum secessionista: «Ora si dimettano i magistrati responsabili di questa vicenda, si dimettano Renzi e Napolitano che sono gli autentici mandanti politici di una farsa che si è trasformata in un boomerang. La smettano questi politicanti di infangare la Repubblica Veneta. La smettano di perseguitare onesti cittadini lavoratori che hanno l’unica colpa di essersi assunti le proprie responsabilità e di essersi attivati per amore della propria Terra e per garantire il benessere e la felicità del Popolo Veneto».

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