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Forza Italia respira e va allo sprint sulle liste

berlusconiInnanzitutto si tira un sospiro di sollievo. Dentro Forza Italia, infatti, pochi credono che col Cavaliere ai domiciliari il partito fosse davvero in grado di superare la soglia psicologica del venti per cento alle Europee.Una sicurezza adesso c’è: in qualche modo, seppur senza mai spostarsi dalla Lombardia, il fondatore potrà dire la sua e telefonare alle trasmissioni della sera. Eppoi ci sono i video messaggi. Non sarà il Silvio Berlusconi di sempre, ma, per quali erano le premesse, è sempre meglio di niente. «Chi parla di un presidente abbattuto e di un partito ripiegato in se stesso si sbaglia di grosso e se ne accorgerà presto», puntualizza Giovanni Toti,consigliere politico dell’ex premier. Seppur, come sostiene la coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini «questo sia comunque un giorno infausto per la democrazia», il Cavaliere ha ancora qualche carta da giocarsi. «Con Berlusconi aspettiamo fiduciosi e continuiamo a lavorare ai programmi e alle liste in vista delle elezioni europee», ha aggiunto Toti. È proprio sulle liste che l’ex premier è particolarmente concentrato, convinto chele candidature giuste possano aiutare gli azzurri a recuperare il gap col clamoroso 37% pidiellino di cinque anni fa. Dopo avere assecondato il desiderio di Raffaele Fitto a «dare una mano» e dimostrare la sua forza a suon di preferenze, l’idea è quella di scatenare la competizione interna, invitando tutti i big a scendere in campo per Strasburgo. I contattati dal Cavaliere sono quasi tutti gli ex ministri dei vari governi da lui presieduti e gli ex coordinatori regionali. C’è anche il capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta, che ieri ha paragonato il Cavaliere ad Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, costretta per molti anni agli arresti domiciliari dal regime birmano cui si opponeva. Poi ci sono tutti gli europarlamentari uscenti, buona parte dei quali hanno già iniziato a girarsi in lungo e in largo i loro collegi. «È sulla serietà dei nostri candidati e il loro radicamento che possiamo erodere consensi al Movimento 5 Stelle», ha spiegato a uno di loro. Grazie a questa foga dimettere in lista i «portatori di voti», si sono riaperte la speranze anche per Claudio Scajola. L’ex ministro dell’Interno e uomo forte degli azzurri in Liguria è da qualche giorno lontano dai riflettori, ma, proprio per questa ragione, potrebbe essere ripescato all’ultimo secondo. Il già coordinatore di Forza Italia,del resto, siè sempre detto disponibile a candidarsi anche «in coda alla lista» e le cose potrebbero andare proprio così. Le liste sono quasi complete per il Nord Ovest, cuore del «potere» azzurro, e dove correrà proprio Toti, a buon punto nel Sud dove ci sarà Fitto, anche se non è sicuro che sia capolista. Le liste sono solo da rifinire al Centro, dove le cose saranno rese più difficili dalla toscanità di Matteo Renzi, mentre restano grosse incognite per il Nord Est,dove tutti i contattati cui è stato chiesto di fare il capolista si sono sfilati. «L’ultima parola spetta al presidente, che visterà il lavoro fatto finora a metà della prossima settimana»,garantisce un dirigente azzurro. Qualcuno nel partito si aspetta che abbia un paio di sorprese in serbo, forse imprenditori. A più avanti sono state rinviate anche le manifestazioni contro le decisioni del Tribunale di sorveglianza di Milano che i Club Forza Silvio ed alcuni coordinamenti avevano organizzato in vista del pronunciamento. La «prudenza» chiesta a tutti da Niccolò Ghedini ha già dato alcuni risultati strategici importanti. Sia l’Ncd con Angelino Alfano che Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni e Guido Crosetto si sono «augurati» che all’ex premier sia consentito di «fare campagna elettorale», mandano segnali distensivi che lasciano ben sperare che, in caso di voto anticipato, si possa ricostituire un fronte comune di centrodestra.

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