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Il nuovo Clemente Russo lancia i Thunder

Si riparte con una nuova formula ma lo stesso entusiasmo di sempre. La quarta stagione dei Dolce& Gabbana Italia Thunder, stimolati da due anni esaltanti (un titolo e una semifinale), prende il via stanotte nella lontana Mar del Plata contro gli Argentina Condors. Tante le incognite (10 categorie alternate in due blocchi nelle sfide di andata e ritorno, 5 pro per squadra con un massimo di 20 incontri, guantoni da 10 e 12 once) ma un’arma in più: un Clemente Russo ringalluzzito dal titolo mondiale di Almaty. Il casertano, che esordirà sabato 23 ad Algeri, dovrà difendere la quasi imbattibilità macchiata nelle prime tre stagioni dall’unica sconfitta col romeno Mihal Nistor nella prima fase dell’anno scorso contro gli Astana Arlans. «Ho pensato bene di farlo venire nella mia squadra così non correrò rischi — ci scherza su — e stanotte abbiamo almeno una vittoria assicurata. Nella fase regolare della stagione farò solo 3 match ma voglio farvi vedere il vero Russo che non è quello in ritardo di preparazione, sempre costretto a inventare qualcosa, che avete visto nelle ultime World Series ma quello tirato a lucido che ha conquistato l’oro ai Mondiali. Anche perché i Thunder avranno un solo obiettivo: vincere, vincere, vincere». Itinerante Abbandonata Milano, dove lo zoccolo duro di tifosi non ha trovato pari rispondenze in strutture e sensibilità amministrativa, i Thunder saranno quasi costretti a fare il giro della penisola (si parla di Assisi, Brescia, Campione, Caserta e Roma fra le altre tappe) ma non tutti i mali vengono per nuocere. «Mi dispiace per i milanesi che si erano affezionati ma sono contento di portare il verbo pugilistico in giro per l’Italia—conferma Russo —. L’attrazione principale per il pubblico sarà ancora di più il sottoscritto ma attorno c’è una squadra che promette spettacolo con 5 medaglie mondiali, 3 europee e 3 olimpiche». Con un messaggio particolare dalla Terra dei Fuochi: «Fra Marcianise e Scampia la mia famiglia respira veleni di tutti i tipi ma non mi sembra che poi sono cresciuto così male da quelle parti. Quindi vi dico che il problema più grosso resta la disoccupazione giovanile: spero che i miei figli non debbano emigrare per lavorare». La squadra Nella prima giornata sarà di scena il gruppo C2 a trazione straniera. Fa eccezione l’imbattuto professionista Riccardo Pintaudi, in buona ascesa, che però troverà l’idolo di casa Brian Castano che, dopo la vittoria nelle Wsb col «maestro» Derevyanchenko, è indicato dai locali come l’erede del fenomenale «Maravilla» Martinez. Occhio anche all’imbattuto Selby e al brasiliano Conceicao, argento iridato che ha sbarrato la strada a Valentino.

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