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Panama Papers: fisco italiano a caccia degli evasori

NEW YORK – Anche il fisco italiano si attiverà per dare la caccia agli evasori; all’indomani del Panama Papers, l’Agenzia delle Entrate italiana prevede infatti di potenziare la rete di sorveglianza e di attuare nei confronti dei frodatori la politica della tolleranza zero.

Proprio con questo intento l’ente si sarebbe già mobilitato per ottenere tutti gli incartamenti relativi ai contribuenti italiani coinvolti nello scandalo ed avviare quindi le relative indagini. Intanto continua ad allungarsi la lista degli inquisiti: si parla di almeno 28 banche tedesche, di migliaia di privati da individuare non soltanto tra le fila di magnati dell’industria e miliardari, ma anche e soprattutto tra i membri più in vista delle case regnanti, tra gli esponenti di spicco degli eserciti, tra gli emiri ed i politici di ogni nazione del globo.

Il Mossack Fonseca, studio legale panamense coinvolto nello scandalo, ha dato ai suoi illustri clienti la possibilità di avviare svariate società di comodo che, sebbene nate da un iter legittimo, non sono state denunciate al fisco consentendo a soci e fondatori di evadere grosse somme normalmente destinate alle casse dello stato.

Indagini e smentite relative allo scandalo Panama Papers, la più grande frode fiscale che la storia ricordi (si parla di circa 11 milioni di documenti riservati) in queste ultime ore si susseguono ormai a ritmi sempre più incalzanti.

 

 

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